Tra i principali prestatori abbiamo individuato la figura di Pietro Fressoia, maestro elementare e fotografo originario di Ponte Pattoli,custodito dal figlio Luigi Fressoia, architetto, impegnato nella conservazione e valorizzazione dell’opera paterna.

Dall’intervista a Luigi Fressoia;
“Mio padre era un maestroelementare di professione ma hasempre accostato il suo lavoroalla passione per la fotografia, chenegli anni è diventata una vera epropria professione. Il frutto delsuo lavoro è un archivio di oltre70.000 negativi fotografici prodottitra gli anni Cinquanta e Ottanta, informato pellicola 6x6 cm."

Il progetto è iniziato con un primo incontro presso Casa Fressoia, dove è stata valutata la consistenza dell'archivio fotografico di famiglia insieme a Luigi Fressoia. In un secondo momento, sono state selezionate 20 scatole di negativi non ancora digitalizzati, databili tra il 1960 e il 1971.
Dall'analisi del corpus sono stati scelti 21 rullini, preferiti per la rilevanza e la varietà dei soggetti. Le immagini – scattate da Pietro Fressoia con l'aiuto del figlio Luigi – documentano la vita del territorio perugino: reportage locali, quotidianità e cerimonie (matrimoni, battesimi e feste popolari). Il cuore del lavoro si è concentrato sulla digitalizzazione di oltre 1.800 fotogrammi.

Era originario del perugino, di Ponte Pattoli per la precisione ma ha sempre lavorato in tutta la zona ,compreso Umbertide, Gubbio, Pierantonio ecc... Quando avevo quattordici o quindici anni lo andavo ad aiutare se c’era da fare foto ad eventi, in tutta la sua carriera ha immortalato quasi mille matrimoni a partire dagli anni Sessanta. Poi ci sono le fototessere, ritratti che scattava a casa nostra in cui appaio a volte anche io bambino sullo sfondo. Se mi chiedete un immagine in particolare a cui sono legato, devo essere sincero, ce ne sono talmente tante che non ne saprei indicare una specifica tuttavia ci sono delle foto che ricordo perchè mi colpirono.